Museo La Casa del Nuraghe Arrubiu

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Museo  La Casa del Nuraghe Arrubiu

La Casa del Nuraghe Arrubiu non è un “Museo” tradizionale, nel senso che non è un contenitore di materiali estrapolati dal loro contesto, ma è stato concepito come la presentazione dei risultati più avanzati delle ricerche, illustrati con un linguaggio semplice e con una tensione continua all’inquadramento dei fenomeni nel panorama della protostoria della Sardegna e del bacino del Mediterraneo.

Ubicato all’interno di una vecchia casa padronale  il percorso  si snoda attraverso la visita di 12 stanze distinte per argomenti.

Il Nuraghe Arrubiu e i risultati degli interventi di scavo, iniziati nel 1981 con un rilevamento integrale ed interrotti nel 1996, sono ampiamente evidenziati all’interno del museo.

 Lo studio dei paramenti murari , delle tholoi, il coronamento della torre centrale, le ricostruzioni virtuali e l’individuazione del progetto costruttivo sono  esposti nella prima stanza del museo.

Nella stanza “del Territorio” viene studiato il grande tavolato basaltico di Pranu ‘e Muru. Esso  si protende per 8 km in direzione Nord-Ovest/Sud- Est, movimentato da emergenze e gradonature che consentono il controllo visivo di ampi tratti dell’altopiano e dell’area circostante. E’ significativa la concentrazione maggiore dei nuraghi lungo il perimetro dell’altopiano.

Una seconda linea di nuraghi è dislocata a mezza costa in punti strategici a controllo di probabili guadi del Flumendosa e in prossimità delle vie di accesso naturali all’altopiano.

Il Nuraghe Arrubiu è ubicato quasi al centro del tavolato basaltico secondo una precisa scelta insediamentale di controllo capillare del territorio.

Attraverso le analisi polliniche e antracologiche dei campioni provenienti da diversi siti dell’altopiano siamo in grado di ricostruire l’ambiente naturale di Pranu’e Muru in età nuragica.

La stanza dei Metalli dedica attenzione alla origine della metallurgia, la fabbricazione in matrice, la produzione di bronzi laminati e in particolare la tecnica della cera persa e la produzione dei bronzetti.

Nella stanza della Ceramica si individuano le proprietà tecnologiche principali dell’argilla, le tecniche della lavorazione della ceramica e l’individuazione delle principali  tecniche per passare dall’argilla al vaso.

Gli animali domestici: la macellazione, gli animali selvatici, l’allevamento, la caccia, la malacofauna, le origini della domesticazione dell’olivo, la coltivazione della vite nella preistoria del Mediterraneo, il grano, la sua produzione, la trasformazione e conservazione, il vasellame da mensa  sono esposti nelle stanze 5 e 6.

Le modalità di trasformazione del cibo e del passaggio dal crudo al cotto nell’alimentazione sono spesso elementi di differenziazione culturale fra i gruppi umani.

Lo studio di questi  elementi è un modo utile per comprendere che cosa si mangiasse e il tipo di sviluppo economico e tecnologico della società nuragica.

Nel secondo piano una dettagliata esposizione mette in evidenza il ruolo dei nuragici nel Mediterraneo e verso Occidente e in particolare i rapporti con i Micenei.

Il più antico vaso miceneo rinvenuto in Sardegna è l’alabastron del Nuraghe Arrubiu, un recipiente di piccole dimensioni diffuso  nel XI V secolo a.C. in tutta l’area egea ed esportato frequentemente sulle sponde del Mediterraneo.

L’alabastron miceneo consente anche di datare la fondazione dello stesso nuraghe Arrubiu, in quanto la maggior parte dei frammenti si concentrano sul lastricato pavimentale della nicchia d’andito della torre centrale, dove presumibilmente è avvenuta la frattura del recipiente, come si può dedurre anche dal ritrovamento di microschegge

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